Sotto le antiche stelle: il potere e i segreti dei Cerchi di Donne

Sotto le antiche stelle: il potere e i segreti dei Cerchi di Donne

Nel profondo cuore dei tempi antichi, quando la Terra era ancora avvolta da un velo di mistero e magia, e le stelle illuminavano il cielo senza il disturbo delle luci moderne, i Cerchi di Donne rappresentavano un fulcro intimo della vita nelle tribù.

Immaginate, se potete, di essere trasportati indietro nei secoli, verso un tempo nel quale le popolazioni erano riunite in tribù e vivevano in armonia con la Natura e con i cicli stagionali: in questo scenario, al chiarore di un fuoco danzante, le donne si riunivano in cerchio, sancendo un legame sacro fra loro e con l’Universo intero.

Questa modalità di incontrarsi, per condividere, raccontare, trasmettere insegnamenti e operare guarigioni, è da sempre stata appannaggio del femminile.

È opportuno precisare che, sebbene in antichità fossero soprattutto le donne a svolgere questa funzione coesiva e inclusiva, oggi possiamo affermare che sia più corretto parlare di femminile, poiché è questo il movimento, questa l’energia a cui facciamo appello, quando ci riuniamo per un Cerchio di Donne.

È mia profonda convinzione, infatti, che i tempi siano maturi per un ritorno vero e profondo all’unità, senza per questo negare la diversità e la complementarietà, che da un punto di vista biologico restano un cardine ineludibile, ma mettere sul piedistallo una polarità, che sia maschile o femminile, a scapito dell’altra, non farebbe altro che nutrire ulteriormente la separazione, quella divisione che oggi è tanto evidente dentro ogni ambito di vita: professionale, personale, sociale…

Così, nel rievocare questa immagine di donne sedute in cerchio, faccio appello alla funzione unificatrice del simbolo in oggetto, rappresentazione del principio stesso della vita, che prospera nella relazione e nella condivisione, mentre soccombe invece ogni volta in cui operiamo una separazione, o quando l’appartenenza e la connessione vengono negate, a beneficio di altri valori sociali quali la competizione e l’opposizione.

In buona sostanza, riunirsi in un cerchio, sia esso reale o figurato, ha il profondo senso di un ritrovamento di quell’unione e di quella appartenenza, che a livello umano sono indispensabili al proseguimento della vita stessa.

Riunirsi in cerchio, con lo spirito di condividere qualcosa è dunque un profondo atto di terapia dell’Anima.

E le donne, da sempre, sono le grandi sacerdotesse e custodi dei segreti del cerchio!

Così, i Cerchi di Donne non sono affatto una novità di oggi, quanto piuttosto il recupero di una eredità antica, che ci mette nelle mani anche la responsabilità di proseguire un retaggio ancestrale di conoscenza e saggezza che risale alla notte dei tempi.

In molte culture animiste, indigene e tribali, per secoli, le donne si sono riunite in cerchio, con l’intento di condividere storie ed esperienze, trasmettere conoscenze e arti, e per pregare, rinnovare e celebrare l’assoluto legame fra l’essere umano e il pianeta Terra, fra uomo e Dio.

Molto più che semplici riunioni di utilità sociale, i Cerchi di Donne erano spazi sacri nei quali il potere dell’energia femminile creatrice era, non soltanto riconosciuto, ma anche onorato.

Nelle grandi tribù antiche, come fra i popoli nativi americani, i Celti e gli aborigeni australiani, i Cerchi di Donne erano parte integrante della vita nelle comunità e le donne erano considerate le custodi della saggezza e della guarigione.

Ancora oggi, il simbolismo del cerchio è collegato con la Luna, il disco d’orato del cielo che scandisce i cicli della vita nel corpo di Madre Terra così come nel grembo di ogni donna.

Nel cerchio, fine e inizio coincidono, e la vita può fluire e scorrere da un punto all’altro, poiché ogni tratto è in relazione con il centro, che rappresenta l’origine, il big bang, la scintilla divina che alberga nel cuore di ogni uomo e donna, l’assenza di ogni separazione e personalismo.

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La Funzione Antropologica del Cerchio di Donne nel corso dei secoli.

Come abbiamo già detto, i Cerchi di Donne hanno svolto un ruolo cruciale in ogni società antica che abbia vissuto e prosperato sulla Terra sin dall’albore dei tempi.

Ma a cosa servivano, precisamente?

In primo luogo, essi erano degli spazi entro i quali si svolgevano dei rituali di guarigione e grandi trasformazioni. Basti pensare, per avere un esempio di questo, alla ruota di medicina degli indiani d’America, per i quali era all’interno del cerchio che si potevano riunire le energie dell’Universo e convogliarle all’interno del corpo, per ottenere il potere di guarire da malattie e affanni.

Attraverso danze, meditazioni, preghiere, canti e altre pratiche spirituali, le donne chiedevano e trovavano la guarigione e il rinnovamento per l’intera comunità. Ai tempi era ben noto che ogni essere vivente fosse connesso a tutti gli altri, e che nessuno avrebbe mai potuto prosperare a danno di altri, ma solamente insieme si sarebbe potuto vivere in armonia e salute.

In secondo luogo, quando non esisteva ancora alcuna forma di scrittura e le conoscenze venivano trasmesse unicamente in forma orale, i Cerchi di Donne fungevano anche da luoghi di trasmissione del sapere della tribù.

Le donne anziane insegnavano alle più giovani le antiche arti e tramandavano così l’esperienza acquisita attraverso riti di passaggio e profonde condivisioni, garantendo la continuazione del loro sapere.

Solo così si poteva mantenere la connessione fra le generazioni e le comunità potevano vivere e prosperare grazie al contributo di tutti. Ogni singolo membro aveva il suo ruolo e la sua importanza e nessuno veniva lasciato indietro o dimenticato.

Se solo potessimo ricordarci anche oggi di tutto questo, molti dei problemi della nostra società e delle malattie della modernità non esisterebbero neppure!

Infine, i Cerchi di Donne erano luoghi nei quali veniva celebrata la connessione con la Madre Terra, che l’uomo onorava e rispettava, riconoscendo e vivendo ogni giorno il legame con essa e la sua generosità.

Con i Cerchi di Donne, dunque, si festeggiavano e danzavano la bellezza e la sacralità di ogni forma di vita esistente.

Provate adesso ad immaginare un altro luogo e un altro tempo, diversi da quelli attuali, nei quali gruppi di donne si riuniscono lungo le rive di un fiume sacro, nel quale l’acqua scorre come un filo d’argento nella notte stellata; o attorno al fuoco, che con mani intrecciate e cuori aperti, si uniscono in antichi canti e danze che risuonano nell’oscurità, le loro voci si fondono con i versi degli animali nei boschi e con il ritmo stesso del battito del cuore della Terra, creando un’armonia che risveglia l’Anima, portando sollievo ai cuori feriti e ai corpi afflitti.

Sono solo alcuni esempi delle molteplici forme che i Cerchi di Donne hanno assunto nel corso della storia. In ogni cultura e in ogni epoca, prima dell’era moderna e della sua desacralizzazione, il potere di guarigione e trasformazione dei Cerchi di Donne ha continuato a brillare come una fiamma costante nel buio della notte.

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I Cerchi di Donne oggi e l’appartenenza alla tribù.

L’Universo con i suoi cicli può essere rappresentato dal cerchio, che da sempre è sinonimo di rinnovamento, protezione, rinascita, così come tutti i simboli che da esso derivano e che ad esso si rifanno: la spirale, la ruota zodiacale, le rivoluzioni planetarie, i macro-sistemi e il mondo sub-atomico, il disco solare, etc. …

La vita nasce nel cerchio. In principio noi siamo il cerchio, che è la struttura di base di tutto il mondo naturale, e che rimane per sempre a da sempre racchiusa nel nostro DNA dalla forma spiralica.

Nella sua forma perfetta e senza fine, rappresenta l’infinità del ciclo della vita e dalla natura, che attraversa fasi di morte e rinascita in un moto perpetuo, rinnovandosi e rigenerandosi sempre.

Da tempo immemore, il cerchio rappresenta anche la protezione. Non è un caso che le prime forme di abitazioni dell’uomo siano state delle capanne a pianta circolare, riproducente la volta celeste e il disco solare, né che da sempre l’uomo è abituato a tracciare cerchi sul terreno a scopo di protezione per sé stesso o per qualcosa di prezioso.

Per me che sono una facilitatrice del metodo delle Costellazioni Familiari, il cerchio è anche rappresentazione fisica dell’invisibile campo morfogenetico che permette la messa in atto di una rappresentazione: è la nostra connessione al passato, agli avi, al campo, a tutto il genere umano.

Uno dei principi basilari delle Costellazioni Familiari è quello dei cosiddetti Ordini dell’Amore scoperti e codificati da Bert Hellinger, dei quali il primo (e il più importante) è quello dell’Appartenenza.

Ognuno di noi appartiene ad un sistema chiamato famiglia che è quello a cui ci rifacciamo per ogni cosa della vita: ad esso siamo collegati, sempre, indipendentemente da quanto difficile possa essere riconoscersi parte di quella famiglia, e non vi è alcun modo di eludere questo principio. Chi lo fa, genera un sovvertimento e causa dolore e sofferenza, non soltanto a sé stesso, ma a tutti gli appartenenti al sistema.

Come esseri umani, l’appartenenza ad una tribù è inscritta nelle nostre cellule, codificata nel nostro DNA, tant’è che siamo in grado di ammalarci e morire delle stesse malattie e patimenti dei nostri antenati, anche di quelli che non abbiamo mai conosciuto.

Appartenere però non è solo un bisogno ancestrale e un ordine universale, ma è anche un sentimento che tutti nutriamo e per il quale, non di rado, ci struggiamo: quando ci sentiamo “diversi” e non vediamo alcuna somiglianza fra noi e la nostra tribù, soffriamo enormemente ed è facile che nella vita andremo in cerca di un altro tipo di tribù, a cui appartenere non per linea di sangue, ma per sorellanza (o fratellanza).

Ed ecco quindi che tutto quello che accade, quando ci riuniamo in un cerchio è la riconnessione con la tribù, l’appartenenza e la protezione che ne deriva, con un effetto profondamente risanante su tutto il nostro Essere.

Nelle tribù antiche la guarigione dei traumi e delle malattie non poteva avvenire altrimenti, se non al cospetto di tutta la comunità: tutti erano coinvolti, tutti cooperavano, con lo scopo di ottenere la guarigione, che era poi anch’essa di tutti, benché rappresentata da un singolo individuo.

Quindi, quando parliamo di un Cerchio di Donne, ci rifacciamo a tutto questo bagaglio simbolico, antropologico, culturale, sociale, familiare, e in definitiva, profondamente umano e naturale.

E questo vale indipendentemente dal fatto che il Cerchio si formi materialmente, fisicamente, in presenza, sia che un gruppo di persone si trovi virtualmente insieme con l’intenzione comune di creare un campo morfogenetico rituale per la guarigione, la preghiera e la condivisione.

Naturalmente, anche gli uomini sono ammessi ai Cerchi di Donne, poiché è ben noto che il sesso di nascita non preclude la presenza di una polarità opposta e complementare della psiche, che è sempre bi-sessuale.

Così, un uomo che prende parte ad un Cerchio, lavora su e con la sua parte femminile, e possiamo tutti immaginare quanto ciò possa essere profondamente necessario, non soltanto per lui ma anche per la società nel suo complesso.

Se conosciamo, e adesso dovremmo averlo ben compreso, il simbolismo e il significato intrinseco del Cerchio, non possiamo ammettere alcuna separazione, divisione, né sostenere più alcuna forma di prepotenza di un sesso sull’altro!

Il Femminismo e il Maschilismo sono ugualmente tossici, dal punto di vista di chi scrive.

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Conclusioni: Onorare le Tradizioni del Passato è la sola via per Nutrire davvero il nostro Futuro.

In un tempo di rapidi cambiamenti e stratosferiche velocità ma anche di profonda e oscura disconnessione, i Cerchi di Donne offrono un’opportunità veramente straordinaria, nonché un esempio di come il passato sia tutt’altro che passato, e di come rifarsi ad esso ci permetta di prendere forza e consapevolezza di noi stessi.

Non è certamente un caso che proprio oggi, con una soglia di consapevolezza là fuori che è davvero minima (diversamente da ciò che sostengono i fautori di un fantomatico risveglio imminente), questa antica pratica, come tante altre in realtà, stia prendendo sempre più piede e diffusione nel mondo della ricerca spirituale e della crescita personale.

La Saggezza delle generazioni passate può giungere a noi, quando ci riuniamo in un cerchio, e connetterci alle radici della nostra umanità.

Che si tratti di guarire le ferite dell’anima o una malattia del corpo, o di trasmettere delle conoscenze, o di condividere esperienze di vita, celebrando, cantando e stando insieme, i Cerchi di Donne si rivelano una fonte di ispirazione e trasformazione per tutti coloro che vi partecipano.

Possa il fuoco sacro ardere in mezzo a noi, guidandoci nel nostro Viaggio, e possa ognuno di noi ricordare le sue origini e il suo diritto ad essere qui!

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Gloria Moretti

Autrice

Gloria Moretti

Naturopata olistica, Costellatrice familiare, Formatrice Evolutionmandala©, Thetahealer, Numerologa, Facilitatrice Matrice del destino

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"Sinché sentirai le stelle come qualcosa sopra di te, ti mancherà lo sguardo di colui che conosce"
Friedrich Wilhelm Nietzsche

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