

Gli avatar di Vishnu, noti come "Dashavatara", sono 10 incarnazioni diverse che rappresentano le manifestazioni divine di Vishnu nel corso dell'evoluzione cosmica. Ciascun avatar di Vishnu ha una storia e uno scopo specifico e rappresenta un aspetto diverso del divino nell'universo induista. In questo ciclo di articoli conosceremo, articolo per articolo, i principali avatar di Vishnu:
Matsya (pesce): salvò Manu durante il diluvio. [leggi l'articolo qui]
Kurma (tartaruga): sollevò il Monte Mandara durante la barriera dell'oceano. [leggi l'articolo qui]
Varaha (cinghiale): sollevò la Terra sommersa dal demone Hiranyaksha. [leggi l'articolo qui]
Narasimha (uomo-leone): uccise il demone Hiranyakashipu.
Vamana (nano): conquistò il re demone Bali in tre passi.
Parashurama (guerriero con l'ascia): distrusse i Kshatriya malvagi.
Rama: il principe di Ayodhya, protagonista del Ramayana.
Krishna: il signore divino, compreso nel Mahabharata e nel Bhagavad Gita.
Buddha: rappresentazione del Buddha Siddhartha Gautama, diffusa in alcune tradizioni.
Kalki: un avatar futuro associato al futuro periodo di declino morale.
Narasimha è una divinità significativa dell'induismo, in particolare nella tradizione vaishnavista. È considerato il quarto avatar del dio Vishnu, che è apparso sotto forma di metà uomo e metà leone. La parola Narasimha deriva da due parole sanscrite: nara (uomo) e simha (leone). La storia dell'incarnazione di Narasimha viene raccontata in vari testi induisti, in particolare nei testi epici come il Mahabharata e il Bhagavata Purana. Narasimha ha una testa di leone con una criniera, denti aguzzi e occhi penetranti. Questa caratteristica rappresenta il suo lato animale e la sua forza ferocemente protettiva. La parte inferiore del corpo è quella di un uomo, con quattro arti e una postura umana. Questo simboleggia la sua natura divina e la sua connessione con l'umanità. In alcune rappresentazioni, Narasimha tiene in mano armi come una mazza o una spada, simboli del suo potere e della sua capacità di distruggere il male. Talvolta è anche visto con un disco o una conchiglia, attributi di Vishnu. La leggenda incarna valori fondamentali come la devozione, la giustizia, la vittoria del bene sul male e l'onnipotenza divina, che sono concetti centrali nell'induismo e forniscono insegnamenti spirituali e profondi ai fedeli.
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La leggenda di Narasimha è una delle storie più significative e amate dell'induismo, questo racconto inizia quando il re demone Hiranyakashipu, motivato dal suo desiderio di diventare il sovrano supremo dell'universo e di regnare senza opposizione o paura, richiede una benedizione a Brahma il dio creatore nell'induismo. Questa benedizione mirava a garantire che nessuno potesse opporsi a lui o sfidare il suo potere, né gli dei né gli esseri umani. La sua austerità era così intensa e la sua determinazione così ferma che alla fine attrasse l'attenzione di Brahma che , impressionato dalla dedizione e dalla disciplina del demone, decide di concedergli la benedizione dando a Hiranyakashipu il potere di essere invincibile contro la morte da parte di nessun essere vivente, né di giorno né di notte, né all'interno né all'esterno, né sulla terra né nel cielo, né con armi né con mani, né con esseri umani né con animali. Questa benedizione, apparentemente onnipotente, diede a Hiranyakashipu un senso di supremazia e invincibilità, permettendogli così di seminare il terrore nel mondo senza il rischio di rappresaglie. Il figlio di Hiranyakashipu, Prahlada, era un devoto seguace di Vishnu, molto a disagio per il comportamento del padre. Nonostante gli sforzi di Hiranyakashipu per dissuadere Prahlada dalla sua devozione esso rimase saldo nella sua fede. Ciò irritò il padre che sottopose lo sfortunato figlio a vari tormenti. Vishnu intervenne per proteggere Prahlada. Emerse da un pilastro sotto forma di Narasimha, né completamente uomo né completamente animale e attaccò Hiranyakashipu al crepuscolo, sulla soglia del suo palazzo. Narasimha portò Hiranyakashipu sulla soglia, dove, usando le sue artigli come arma, lo uccise. In questo modo, Narasimha rispettò le condizioni della benedizione di Brahma, eliminando Hiranyakashipu in un momento e in un luogo che soddisfacevano tutte le restrizioni imposte dalla benedizione.
Prahlada, il figlio devoto, rappresenta la fede e la devozione incondizionate verso il dio Vishnu. Nonostante le minacce e le torture del padre, Prahlada rimane saldo nella sua fede. Questo tema sottolinea l'importanza della devozione e della fiducia nel divino. La leggenda mostra anche il concetto di giustizia divina. Hiranyakashipu, un tiranno crudele, viene punito per le sue azioni malvagie questo riflette il principio induista secondo cui le azioni umane, sia buone che cattive, hanno conseguenze e che gli dei intervengono per restaurare l'equilibrio cosmico. questa leggenda, ancora oggi, vive e trasmette importanti principi a tutti coloro che desiderano coglierli.
Autrice Marta Ayame Radiestesista, radionica, cristalloterapeuta, insegnante di yoga sciamanico e forest therapy guide
"Sinché sentirai le stelle come qualcosa sopra di te, ti mancherà lo sguardo di colui che conosce"
Friedrich Wilhelm Nietzsche