Esiste la fortuna? Cosa dice la numerologia

Esiste la fortuna? Cosa dice la numerologia

Molti si domandano se esista veramente qualcosa come la fortuna. 

La chiamiamo "la dea bendata" attribuendo la sua cecità al caos nel quale ella sembra operare, scegliendo arbitrariamente chi e quando sia meritevole dei suoi favori e chi no, lasciandoci per altro alla completa mercé di un capriccio che potrebbe essere causa di trionfo oppure di una tragica rovina.

Ma è veramente possibile "essere fortunati" come se si trattasse di una qualità innata, al pari del colore degli occhi o l'altezza? O forse, la fortuna è qualcosa che si costruisce con impegno e dedizione e non dipende affatto dal caso?

La numerologia ci aiuta a fare chiarezza su questo argomento, offrendoci l'opportunità di cogliere come quella che chiamiamo fortuna non abbia in realtà nulla a che vedere con dei geni meglio selezionati, ma piuttosto che essa sia la realizzazione di uno "stato di flusso", determinato da un'armoniosa danza con il nostro cammino di vita e dall'allineamento al nostro progetto divino.

Vivere allineati con il progetto della nostra Anima, osservabile attraverso la redazione di un tema numerologico, ci permette di entrare dentro quello stato di flusso, nel quale si ha la sensazione di essere come benedetti da qualcosa di più grande di noi, la sorte forse, oppure un angelo custode che ci protegge; o ancora, il nostro daimon, che ci guida e ci mostra la strada attraverso avvenimenti e incontri apparentemente casuali. ma che da una prospettiva più ampia non dipendono assolutamente dal caso.

La fortuna ha sempre preso un posto di rilievo nelle culture e nelle mitologie di tutto il mondo. Nel mondo degli antichi romani, ad esempio, era impersonificata dalla Dea Fortuna, venerata dagli uomini come immagine della sorte e del destino, e che per questo veniva spesso raffigurata con una ruota, simbolo dell'instabilità e della variabilità. Fortuna distribuiva i suoi favori in modo del tutto imprevedibile, sottolineando così l'incertezza della vita stessa.

Eppure gli antichi sapevano molto bene che ciò che contraddistingueva un vero eroe, era proprio la capacità di affrontare con coraggio e resilienza le vicissitudini del destino, per quanto capriccioso o nefasto potesse sembrare.

Esiste la fortuna 1

Nella mitologia greca, la Dea Tyche rappresentava un concetto molto simile, associata alla prosperità e al benessere. Tuttavia, anche qui, i miti spesso raccontavano di eroi che, nonostante gli scherzi del destino, riuscivano a emergere vittoriosi grazie alla loro intelligenza, forza di volontà e capacità di adattamento.

Quante imprese si raccontano .di uomini e donne pieni di coraggio e astuzia, che si fanno strada nonostante le circostanze avverse e i capricci degli dei? Moltissime!

E anche nella storia possiamo osservare la medesima cosa. Personaggi come Alessandro Magno e Giulio Cesare sono spesso considerati "fortunati" per le loro incredibili conquiste. Tuttavia, un'analisi più attenta rivela che il loro successo derivava dalla combinazione di una visione chiara, una pianificazione strategica e un'instancabile determinazione, piuttosto che da una mera fatalità.

Alla luce di queste riflessioni, possiamo vedere come la fortuna intesa come casualità sia un'invenzione, un'illusione. Pensare che il successo e la felicità dipendano solo dal caso è frutto di un pensiero vittimistico, che ci priva del potere personale e della responsabilità delle nostre azioni!

Quando attribuiamo tutto alla fortuna, evitiamo di guardare dentro di noi e riconoscere il nostro ruolo attivo nel creare la nostra realtà. 

Lo studio e la pratica della numerologia, ci aiutano a comprendere come ogni persona abbia un destino, un cammino da seguire, un percorso scelto dall'Anima prima di incarnarsi, e allo stesso tempo ci permette di osservare come il rifiuto di quel progetto, magari per effetto di una educazione che non permette la libera espressione di sé e dei propri talenti, possa rendere più difficoltoso il cammino, sempre irto di ostacoli e costantemente con la sensazione di lottare contro i mulini a vento.

Chi muove scelte in opposizione al proprio cammino di vita, o Destino, si ritrova spesso a faticare per qualsiasi cosa: ogni piccola conquista si raggiunge a spesa di ingenti risorse, fisiche e spirituali. Al contrario, chi vive in armonia col proprio progetto, è come se avesse sempre il vento a favore, e sebbene possa incontrare degli ostacoli, la sua creatività e i suoi talenti riescono sempre a manifestarsi, così da indurci a credere che sia semplicemente molto più fortunatao degli altri.

Ma la fortuna, in quanto personificazione di una entità esterna che gioca con noi, nasce dalla incapacità di comprendere e accettare che noi siamo i soli creatori del nostro destino: possiamo agire in sincrono con l'Anima o metterci di traverso e lasciarci guidare dall'Ego, strumento del mondo.

MA COSA SUCCEDE IN PRATICA QUANDO VIVIAMO ALLINEATI AL NOSTRO PROGETTO? 

Di fatto sperimentiamo quello che taluni hanno definito "lo stato di flusso" (flow, in inglese), che rende la vita più semplice e le opportunità molto più numerose e accessibili. Quando siamo in questo stato, non significa che non possiamo incontrare delle difficoltà, o che non ci saranno ostacoli o battute d'arresto, ma anche qualora queste si presentassero,  avremmo sempre le risorse necessarie per farvi fronte, e anche se dovessimo cadere a terra, troveremmo sempre la forza e la motivazione necessarie a rialzarci.

Lo stato di flusso, inoltre, comporta un completo coinvolgimento nelle attività che svolgiamo, determinando un' efficacia maggiore rispetto a quando facciamo qualcosa senza alcuna convinzione, oppure andando con la mente altrove.

Quante risorse possiamo spendere, se la nostra attenzione e la nostra intenzione vengono frammentate e lanciate in varie direzioni, spesso contrastanti fra loro? E a monte delle energie spese in questa modalità, che tipo di risultati pensate si possano ottenere? Immaginate l'efficacia di una luce diffusa, che si spande in varie direzioni.

L'attenzione indivisa invece, è come un laser: giunge in un solo preciso punto, ma è talmente concentrata che le basta un istante per arrivare dove viene indirizzata. 

Lo stato di flusso è anche questo, integrità, unità, massima potenza ed efficacia. Niente e nessuno può distoglierci da quello che facciamo, poiché non c'è più distinzione fra noi e l'azione che compiamo, che è animata da tutto ciò che siamo e dall'intenzione con cui ci dedichiamo ad essa.

Conoscere dunque il nostro progetto divino ci apre alla possibilità di entrare in questo stato di flusso, a patto di riconoscere quel progetto come nostro e accettarne tutte le sfide e i rischi che esso potrebbe comportare, ivi compreso il pericolo che deriva dall'andare contro alle nostre convinzioni apprese, o a quello che crediamo di sapere su noi stessi e sul nostro percorso di vita.

L'Anima ha fatto quel progetto in un tempo e luogo "altro", per motivi che la nostra mente non potrà mai afferrare o comprendere, e ciò che si aspetta da noi è un atto di fede, la disponibilità ad arrenderci a quell'ideale, anche quando non ci risulta conveniente, e pur se non siamo capaci di capirlo e lo consideriamo scomodo in qualche modo.

La nostra Anima non teme nulla, ed è disposta a tutto, perché ciò che vuole è solamente vivere le esperienze che ha scelto di fare, apprendere le lezioni che ha voluto imparare scendendo sulla Terra; poiché lei è immortale, non teme né la morte né la malattia, e se dovrà ricorrere ad esse per poter vivere il suo progetto, lo farà e basta.

Quante persone, dopo la scoperta di una grave malattia, o dopo aver corso un grave rischio di morire, si "risvegliano" e raccontano di aver iniziato a vivere davvero solo a seguito di un tale shock?

Questo accade perché talvolta solo questi accadimenti riescono a metterci sulla strada del cammino dell'Anima, portandoci a smettere di dare tanta importanza a cose che per noi sono superflue e che non sono in grado di darci quel senso di appagamento, scopo e significato, che tutti aneliamo trovare.

Grazie alla numerologia noi possiamo "vedere" quel progetto e agire diversamente, prima di arrivare ad un punto di non ritorno, disinnescando degli ipotetici scenari di pericolo e sofferenza, a patto poi di accogliere quella visione e iniziare a compirere azioni diverse, in accordo alle consapevolezze acquisite.

E' mia ferma convinzione che siano le nostre decisioni, il territorio sul quale ci giochiamo la partita della vita e le azioni che mettiamo in atto a seguito delle risoluzioni che siamo in grado di prendere. Se ci muoviamo in direzione del nostro progetto divino, allora possiamo accedere allo stato di flusso, ed è quello il momento in cui per gli altri inzieremo ad apparire come "quelli fortunati", i pochi eletti baciati dalla dea bendata.

In realtà, nessuno di noi nasce con la camicia, ma ognuno ha il proprio modello di abito da realizzare, quello che solo gli calzerebbe a pennello, e giorno dopo giorno, è nostro compito osservarne il disegno e apprendere come realizzarlo, punto dopo punto, cucendo un bottone alla volta, dandogli alla fine quella forma e quel colore attraverso le nostre scelte e le nostre azioni.

Maria e Lucia: due destini a confronto.

Per illustrare meglio la differenza che può scorrere fra chi vive in allineamento al suo progetto e chi no, porto qui l'esempio di due mie clienti, di cui ho modificato solamente i nomi per rispetto della loro privacy.

La prima storia è quella di Maria, che ha sempre sentito una predisposizione verso l'insegnamento, sin da quando, da bambina, aiutatava i suoi cinque fratelli e sorelle a fare i compiti, ricavandone una gioia che allora non sapeva da dove provenisse. Nonostante i suoi genitori avessero voluto che lei prendesse il loro posto nella piccola attività di famiglia, Maria si è imposta e ha continuato a studiare per diventare maestra elementare. Ha dovuto stringere i denti e la cinghia, Maria, poiché la famiglia le ha negato qualsiasi sostegno economico, ma alla fine, dopo appena due concorsi, è riuscita a farsi assumere come maestra di ruolo, per di più in una scuola vicino a casa.

Anche se il lavoro la tiene spesso impegnata molto oltre l'orario delle lezioni, la passione con cui insegna ai suoi bambini, è una carica di energia inesauribile che rende Maria una donna soddisfatta, attiva e sempre sorridente. La sua vita è piena di sorprese, gioia e piccoli "miracoli" quotidiani che sono il frutto dell'amore e della dedizione per quello che fa.

Ad uno sguardo superficiale si potrebbe pensare che Maria sia stata una donna molto fortunata!

Molto diversa, invece, è la storia di Lucia. Da piccola sognava di diventare una famosa illustratrice ed era sempre felice quando poteva prendere in mano delle matite colorate e iniziare a raffigurare storie fantastiche di animali parlanti ed esseri magici, che erano il frutto della sua fervida fantasia; ma quando è stato il momento di scegliere un percorso di studi e una carriera, Lucia ha avuto paura: temeva di non trovare un lavoro con cui potersi mantenere, perché, come le dicevano tutti, gli artisti fanno più fatica  degli altri ad arrivare alla fine del mese.

"Solamente i più fortunati, ce la fanno!" dicevano amici e parenti di Lucia, e lei non aveva mai creduto, neppure per un secondo, di essere fortunata! Così ha intrapreso studi di economia, che è riuscita a finire solo dopo essersi fatta venire un esaurimento nervoso per lo stress, e oggi fa la rappresentante, vendendo prodotti igienizzanti per case e uffici. La vita di Lucia è tutta una montagna da scalare, e ogni passo avanti le costa così tante energie da lasciarla sfinita, al punto che quando non lavora non fa altro che dormire o chiudersi in casa davanti alla tv.

Mentre Maria è riuscita a non lasciar andare il suo sogno e a perseguirlo, trovando le risorse necessarie per farcela, affrontando le sfide con la certezza che ce l'avrebbe fatta, Lucia non è riuscita a resistere all'incantesimo del pensiero comune e ha lasciato che la direzione della sua vita fosse quella che gli altri ritenevano migliore.

Non si può dire che l'una sia stata fortunata e l'altra no, ma solo che le loro azioni le hanno condotte su cammini molto diversi.

Queste due storie sono esempi che ci permettono di osservare come la fortuna non sia affatto quel capriccio del caso che siamo portati a credere, ma che è l'essere allineati o meno al proprio progetto divino a determinare il nostro livello di "fortuna" nella vita. 

Seguendo il proprio cuore, abbracciando il suo cammino anche a fronte di grandi sacrifici, Maria è entrata in uno stato di flusso che si rinnova ogni giorno, persino ora, dopo più di undici anni da quando ha iniziato, e che le permette di godersi una vita piena e soddisfacente; mentre Lucia, scegliendo la strada della paura e illusa da una sicurezza apparente, si è allontanata dal proprio progetto e ha accettato di rinnegare i suoi talenti in cambio di uno stipendio alto, che tuttavia non riesce a godersi.

Lucia dovrà far fronte alle sue paure e alle credenze che la limitano e non le permettono di avvicinarsi al suo vero Sé. Quando lo farà, potrà affrancarsi dal pensiero delle persone che le sono intorno e sarà veramente libera di ascoltare la propria voce interiore, il suo daimon che sicuramente, anche adesso, le sussurra ogni notte, attraverso i sogni, che la strada giusta è quella al di là della paura.

In conclusione, la fortuna è più vicina di quanto pensi. È dentro di te, nel tuo progetto divino, pronta a manifestarsi non appena decidi di seguire il flusso tracciato dalla tua Anima.

Se desideri scoprire quale progetto divino ha fatto la tua anima, puoi chiedere anche tu la realizzazione e la lettura del tuo tema numerologico personalizzato.

Per sapere come, clicca QUI.

Gloria Moretti

Autrice

Gloria Moretti

Operatrice olistica, Costellatrice familiare, Formatrice Evolutionmandala©, Thetahealer, Numerologa

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