

Gli Archetipi, ovvero i grandi simboli Universali cui l'Uomo fa da sempre riferimento per costruire se stesso e la sua vita.
Secondo il grandissimo psicanalista Carl Gustav Jung, gli Archetipi sono "forma senza contenuto" e hanno caratteristiche sia personali che trans-personali, e abitano quel non-luogo senza tempo da lui definito l' inconscio collettivo.
Platone avrebbe parlato di questa dimensione archetipica come di un "Mondo delle Idee". E in effetti, gli archetipi sono le grandi idee a cui l'essere umano ha da sempre potuto attingere per migliorare la sua esistenza e per progredire lungo il proprio percorso evolutivo.
Da questo luogo non-luogo, oltre il tempo e lo spazio, gli Archetipi sono l'idea che permette la manifestazione di tutto ciò che esiste e che conosciamo, compresi noi stessi. Essi sono i nostri personaggi psichici, le parti che costituiscono il nostro Essere e che fanno sì che noi siamo esattamente così come siamo, che adottiamo i comportamenti che erroneamente riteniamo frutto del solo nostro vivere, e delle modalità reattive che ci abitano quando lasciamo incustodito il timone della nostra vita.
Così, la danza della vita è di fatto una danza dei nostri Archetipi. Ad essi possiamo rifarci per conoscere meglio noi stessi e il nostro modo di essere e di vivere, e con essi possiamo iniziare a stabilire un dialogo, che ci permetta di dare voce e ascolto ad ognuna di queste parti, poiché, come lo stesso Jung sottolinea più e più volte, ciò che non viene riconosciuto diviene parte della nostra "ombra", e da lì comanda ciò che noi chiamiamo: il destino.
Tutte le antiche saggezze e conoscenze, che sono Scienza nell'accezione più elevata del termine, riconoscono agli Archetipi quell'elemento che sta all'origine dell'esistenza di ogni cosa: un fiore, un animale, un pensiero, un evento della vita, una persona, etc. ...
Di tutte queste antichissime conoscenze, che fanno parte del patrimonio archetipico dell'Essere Umano, vi è la Numerologia, ovvero la Scienza dei Numeri, che traduce nel simbolo numerico ogni archetipo dell'inconscio collettivo, permettendo così l'attivazione (o sarebbe più corretto parlare di ri-attivazione) di un antico codice che è in grado di mettere in comunicazione i diversi piani dell'Esistenza: Umano-Divino, Terra-Cielo, Mondi Superiori e Piani Inferi...
Chi conosce la Numerologia in modo non superficiale, chi è disposto ad aprirsi ad un dialogo con i numeri, può avere nuovamente accesso a quel codice e indagare la sorgente di tutti i suoi comportamenti, pensieri, emozioni, percezioni e toccare veramente l'Essenza Divina, quella scintilla immortale, che vibra al centro di ogni cosa, desiderando di manifestarsi per condurci alla realizzazione del Grande Disegno, il piano esistenziale fatto prima di incarnarci.
Gli Archetipi sono ovunque, dentro e fuori di noi. Siamo in grado grazie a loro di definire e caratterizzare ogni cosa, poiché essi sono i simboli che riuniscono la manifestazione presa in esame con l'idea che ne è all'orgine.
I numeri, in particolare, sono Archetipi che hanno a che fare con la nostra intera esistenza, poiché scandiscono i ritmi e i cicli di cui la vita è composta; nessuno può onestamente dire di essere al di fuori della loro influenza.
Ritmo e ciclicità in particolare, sono attributi del tempo, che è portato in essere proprio dai numeri.
E i numeri, a loro volta, permettono di dare al tempo un suono e una colorazione particolari, frutto della caratterizzazione che il simbolo ci permertte di cogliere e osservare.
Possiamo cogliere nella vita l'idea di un tessuto, nel quale ogni filo è intrecciato all'altro in trama e ordito, che è un racconto fatto di connessioni e di legami, da cui nessun uomo può considerarsi come realmente separato.
Quel tessuto siamo noi, è la nostra vita, la nostra storia, e gli archetipi sono ciò che caratterizzano quella trama, rendendola eroica, mitica, mitologica, offrendoci la possibilità di cogliere i noi stessi quelle immagini senza tempo che ci abitano, nelle quali ci identifichiamo e che noi, semplicemente, portiamo in Essere, mettendole sulla scena della vita vivendo.
Il numero, come manifestazione tangibile e osservabile di un archetipo offre dunque colori, sfumature, immagini e caratteristiche uniche al nostro tessuto, rendolo unico e irripetibile, poiché la danza degli archetipi e le loro interazioni sono sempre diverse, a seconda di chi entra in contatto con essi.
Il nostro libero arbitrio fà sì che a tessere quella trama e a stabilire come quei fili si intrecceranno e quali immagini disegneranno, sia frutto delle decisoni che prendiamo, di ciò che scegliamo di fare con quello che abbiamo e che ogni giorno si presenta a noi per essere processato.
Quella del tessuto è ovviamente solo una metafora, ma ci permette di comprendere come la conoscenza di quello che noi abbiamo a disposizione come materia grezza con cui operare per realizzare noi stessi e costruire la nostra vita, è di fatto la base essenziale da cui partire; come questa, potremmo trovare altre immagini altrettanto efficaci, ma l'essenza del discorso ne resterebbe immutata.
Il ritmo e l'esistenza di una trama ci suggeriscono la presenza di un ordine, una struttura, che è alla base della grande opera che ci adoperiamo per compiere, che fa sì che nulla di quanto si realizzi sia in realtà il frutto di eventi casuali voluti da un gioco basato su fortune accidentali, ma che tutto sia determinato e ordinato da una precisa sintassi di fondo, che va costruendosi, e con la quale noi costantemente interagiamo.
Il semplice fatto di non riuscire a scorgere questo ordine, questa sequenza implicita dietro tutte le cose, non significa che essa non ci sia, bensì ci riporta al pensiero di Jung in merito all'ombra e al Destino, ricordandoci una volta in più che siamo noi i soli a tessere l'ordito e la trama del nostro tessuto, e che se non sappiamo dare forma e struttura a ciò che vogliamo creare, il risultato sarà senza alcun dubbio confuso e disordinato.
Per comprendere meglio l'importanza e l'efficacia di questo ordine e del ritmo che si celano dietro ciò che percepiamo, possiamo rivolgerci ai numeri, i quali sono i portatori di queste istanze e possono insegnarci meglio di qualunque cosa il senso stesso della struttura.
Nei numeri, l'Archetipo che più di ogni altro è artigiano e costruttore di forme è il 4.
Il 4 rappresenta l'idea dell'equilibrio e della stabilità, è il principio fondamentale che ci insegna a costruire e ad avere un rapporto diretto con gli elementi che costituiscono la materia, compreso tutto ciò di cui siamo fatti.
Le nostre radici sono nella Terra e il 4 è il fondamento del nostro vivere e del realizzarci giorno dopo giorno, e le leggi della Natura poggiano sulla sua forma.
In esso, troviamo l'eco degli antichi, i custodi delle verità Universali, che hanno intuìto nelle sue linee, la manifestazione degli elementi naturali: terra, aria, fuoco e acqua.

Questi elementi non sono semplici componenti fisici del mondo; sono le forze viventi che animano l'Essenza della vita, ognuna portatrice di specifici insegnamenti ed energie.
Come antichi custodi dell'equilibrio del mondo, gli elementi terra, aria, fuoco e acqua danzano in un ciclo eterno di creazione e distruzione, nutrimento e trasformazione.
Sono i pilastri su cui si erge l'esistenza, ognuno portando un messaggio unico, una benedizione per chi sa ascoltare.
Per comprendere la struttura e l'intelligenza che vive dentro un simbolo, occorre indagarne tutti gli aspetti e i possibili significati, stabilendo connessioni fra ciò che è immediatamente visibile e percpebile, perché dotato di forma, e ciò che invece è invisibile ai nostri sensi ma senza il quale quella forma non potrebbe esistere, poiché mancherebbe l'idea che ne è alla base, l'in-formazione, la vibrazione che permette alla materia di assumere una data struttura e quindi un aspetto e delle caratteristiche osservabili e tangibili.
Così, nel simbolo grafico che costituisce il numero 4, siamo in grado di cogliere una compessità di simboli e significati, che arricchiscono la nostra esperienza con tutto ciò che al numero si collega.
Da tempo immemore, la croce rappresenta l'interconnessione fra i mondi, con al centro il punto di unione fra tutte le forze e le energie di natura opposta: maschile e femminile, uomo e donna, cielo e terra, divino e umano, trascendente e immanente, etc. ...
Ogni braccio della croce punta verso uno dei quattro punti cardinali, stabilendo un ponte tra il microcosmo dell'essere umano e il macrocosmo dell'universo, invitandoci a esplorare le direzioni della nostra vita e a trovare il nostro centro, il punto di equilibrio interiore.
Nella tradizione cristiana, la croce simboleggia il sacrificio e la redenzione, il punto di incontro tra l'umano e il divino. È un promemoria della capacità di superare la sofferenza attraverso la fede e di trasformare le prove in trionfi dello Spirito.
Per molte culture indigene, la croce rappresenta i quattro punti cardinali e i quattro venti, ed è essenziale per orientarsi nel mondo fisico e spirituale. La sua forma evoca l'ordine del cosmo e la struttura dell'esistenza, ricordandoci che la vita si sviluppa in un equilibrio tra le forze opposte.
L'ankh egiziano, una croce con un anello nella parte superiore, simboleggia la vita eterna e la saggezza divina. Rappresenta l'unione tra maschile e femminile, materia e spirito, evidenziando la dualità intrinseca all'esistenza.

La croce, dividendo lo spazio in quattro aree uguali, simboleggia l'ordine e la strutturazione dell'esistenza. Ogni braccio della croce può essere visto come un pilastro su cui si costruisce la realtà, rappresentando le basi su cui l'Archetipo del Costruttore opera: fisica, emotiva, mentale e spirituale.
Come punto di incontro tra il cielo e la terra, la croce simboleggia anche l'aspirazione del costruttore a elevare l'esistenza materiale verso il divino, a creare un ponte tra l'umano e l'oltremondo. Questo aspetto sottolinea l'importanza della spiritualità nella costruzione della realtà, invitando a considerare non solo ciò che è tangibile, ma anche le forze invisibili che plasmano il nostro mondo.
Il costruttore, guidato dall'energia del numero 4 e dal simbolismo della croce, è chiamato a una creazione conscia, a riconoscere che ogni azione, pensiero ed emozione, contribuisce alla manifestazione della realtà personale e collettiva. Questo processo di creazione intenzionale enfatizza la responsabilità di ogni individuo nel plasmare un mondo che rifletta equilibrio, armonia e bellezza!
Ti invito ora a riflettere seriamente su come puoi incarnare l'archetipo del costruttore nella tua vita quotidiana!
Questo può significare prendere decisioni consapevoli che riflettano i tuoi veri valori, impegnarti in azioni che promuovano l'equilibrio e l'armonia nel tuo ambiente, o dedicare tempo alla creazione di qualcosa di significativo che lasci un segno positivo nel mondo.
Ricorda che ogni scelta, non importa quanto piccola, è un mattone nella costruzione della realtà desiderata.
Attraverso l'esplorazione del simbolismo della croce e del numero quattro, grazie all'energia dell'archetipo del Costruttore, possiamo aprire nuove vie per una comprensione più profonda di noi stessi e del nostro ruolo nel mondo. Questa consapevolezza ci invita a essere co-creatori attivi della nostra realtà, ispirando cambiamenti che riflettano la nostra più alta aspirazione per il benessere collettivo.
Incorporare questi simboli e archetipi nella nostra vita è un invito a danzare con l'esistenza stessa, a muoversi al ritmo dell'universo.
È un cammino che richiede coraggio, la volontà di affrontare le proprie ombre, di abbracciare la propria luce, di radicarsi profondamente nel momento presente pur restando aperti all'infinito.
Quando le radici sono forti, possiamo aprire le nostre ali e tendere all'infinito orizzonte, ai cosiddetti panorami dell'anima, ma se non abbiamo prima fatto un lavoro importante su di esse, rischiamo di perderci in un movimento infinito e senza direzione, trasportati dalle correnti e vittime delle circostanze, e perdiamo ogni nostra capacità di esercitare la nostra Coscienza, manifestando sterilità in tutti i nostri comportamenti.
Ricordi il mito di Icaro e delle ali di cera? Ecco, è un po' quello il monìto!
In questa danza, ogni passo è una scoperta, ogni movimento un'espressione di vita. Non si tratta solo di raggiungere una destinazione, ma di godere il viaggio, di imparare ad ascoltare la musica sottile che intesse l'universo, di trovare il proprio posto nel grande disegno dell'esistenza. E in questo processo, scopriamo che non siamo mai soli, che ogni respiro ci collega a una rete più ampia di vita, amore e interconnessione.
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Autrice
Gloria Moretti
Naturopata olistica, Costellatrice familiare, Formatrice Evolutionmandala©, Thetahealer, Numerologa, Facilitatrice Matrice del destino
"Sinché sentirai le stelle come qualcosa sopra di te, ti mancherà lo sguardo di colui che conosce"
Friedrich Wilhelm Nietzsche