L’importanza di restituire dignità alla nostra rabbia, imparando a riconoscerla e a gestirla con l’aiuto dei fiori di Bach

L’importanza di restituire dignità alla nostra rabbia, imparando a riconoscerla e a gestirla con l’aiuto dei fiori di Bach

La rabbia è una delle esperienze umane più comuni e più naturali, ma anche una di quelle meno comprese e più dure da imparare a gestire in modo funzionale.

Per la sua intensità, e per via del fatto che non ci viene quasi mai insegnato a rapportarci ad essa, molto spesso la rabbia ci sopraffà, limitando la nostra libertà di pensiero e di azione, condizionando la nostra vita relazionale in ogni ambito.

Considerata spesso come scomoda, o inappropriata, la rabbia è una sorta di “grande esclusa” nella nostra società cosiddetta civile, motivo per il quale, così spesso, la vediamo salire poi in cima alle cronache, per quei noti atti efferati per i quali intere comunità rimangono scioccate.

Anziché comprendere la ragione di questo, preferiamo nascondere la testa sotto la sabbia, fingendo che la cosa non ci riguardi e che sia limitata a pochi individui, casi isolati di persone che giudichiamo come malate, indegne, socialmente pericolose.

Lungi da noi voler giustificare questi atti terribili, ma crediamo che comprendere quello che è, accettarlo e integrarlo in seno alla società, sia ben più utile e funzionale ad una guarigione collettiva, rispetto al solo giudicare e poi girare lo sguardo dalla parte opposta.

Vediamo quindi di conoscere un po' meglio questa emozione.

Ci possono essere moltissime situazioni e fattori scatenanti in grado di attivare in noi la risposta della rabbia: una delusione, una paura intensa, oppure un senso di rivalsa verso un’ingiustizia subita, o ancora, una frustrazione protratta nel tempo…

Forse non sai che ogni emozione è anzitutto un fatto biologico. L’impatto delle emozioni sul nostro corpo è importantissimo, motivo per il quale diciamo che di esse ci si può anche ammalare.

Naturalmente, nessuna emozione di per sé è “cattiva” o negativa, ognuna ha il suo preciso scopo. Nel caso della rabbia, il fine è la difesa del proprio spazio vitale, dei propri diritti e della propria dignità. Arrabbiarci ci serve per proteggerci da un attacco alla nostra integrità, sia essa fisica o psicologica, materiale o simbolica.

Come considerala dunque come negativa o inappropriata? Eppure è quello che facciamo, che la nostra educazione ci insegna. Chi non si è mai sentito dire, ad esempio: “Non arrabbiarti che diventi brutta!”, oppure, “Se ti arrabbi fai piangere la mamma”?

Succede a molte bambine, che nel pensiero comune dovrebbero essere sempre accomodanti e accoglienti. E quelle bambine, crescendo, diventano donne tristi e infelici, poiché la rabbia chiusa, ingabbiata dentro, si tramuta in tristezza e frustrazione. Fino a quando, accumulo dopo accumulo, la persona diventa una sorta di pentola a pressione: o esplode, oppure implode.

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I correlati fisiologici della rabbia.

Abbiamo sottolineato già l’importanza della rabbia per la nostra sopravvivenza. Nel momento in cui percepiamo un pericolo, una minaccia, o quando subiamo quella che per noi è un’ingiustizia, nel nostro cervello si attiva come un sistema di allarme, che in biologia è noto come “fight or flight”, che significa “lotta o fuggi”. Questo complesso meccanismo coinvolge la liberazione di ormoni come l’adrenalina e il cortisolo, necessari per preparare il corpo ad una delle due reazioni.

Quando si attiva la rabbia, nel nostro cervello a prendere il controllo della situazione è l’amigdala, che inizia a intensificare la propria attività, generando uno stato di iperattivazione, e contemporaneamente, la corteccia prefrontale, che è responsabile del controllo degli impulsi, può essere sopraffatta, rendendoci così molto più difficile prendere delle decisioni razionali.

Nella loro saggezza, i nostri nonni dicevano: “Non prendere decisioni quando sei arrabbiato”. Ecco spiegata la ragione fisiologica di tale massima.

La risposta di lotta e fuga coinvolge una serie di reazioni ormonali: l’adrenalina aumenta il battito cardiaco e la pressione del sangue, mentre il cortisolo, noto anche come “l’ormone dello stress”, aumenta il rilascio degli zuccheri nel sangue, in modo che il corpo possa avere energia prontamente disponibile e facilmente utilizzabile.

Sebbene questo meccanismo sia stato approntato dall’evoluzione e sia essenziale quando è necessario affrontare una reale minaccia all’integrità personale, l’intensità dello stress che l’organismo vive per sostenerlo, ci espone a conseguenze anche gravi rispetto al nostro stato di salute: problemi cardiovascolari, digestivi e compromissione del sistema immunitario.

Verso una gestione sana della rabbia.

Se vogliamo riuscire a non subire gli effetti avversi, per così dire, delle nostre emozioni e in particolare della rabbia, occorre anzitutto imparare a restituire dignità e onore al valore che essa ha per la nostra vita. Ciò comporta un rendere alla rabbia il posto che le spetta, spogliandola di tutti i preconcetti di cui l’abbiamo fino a qui ammantata.

È importante comprendere che la strada non può essere né quella di abbandonarsi ad essa, lasciando che ci domini, né reprimerla e nasconderla, fino al momento in cui diviene impossibile contenerla.

Dobbiamo conoscerla, farcela amica, coinvolgerla nelle nostre vite, proprio come faremmo con uno spirito guida. E se la rabbia fosse come quei piccoli demonietti che talvolta vengono raffigurati in delle vignette satiriche sulle spalle di persone famose? Se potessimo parlarle, se potessimo trattarla come nostra consigliera, che cosa accadrebbe? E ancora, se potessimo incanalare la sua grandissima energia in qualcosa di costruttivo? Se anziché reprimerla, la vivessimo con tutta la sua intensità, sentendola muoversi nel nostro corpo, che cosa accadrebbe?

È semplice. Succederebbe che ci renderemmo conto che ogni emozione si comporta come un’onda del mare: sale, raggiunge un picco di massima altezza, e poi scende… E tutto questo avviene anche senza il nostro intervento, solo vivendola in ogni sua fase, ricordandoci di imparare a riconoscerla, accoglierla e incanalarla in qualcosa, nel momento in cui raggiunge la massima altezza, e senza provare a bloccare il suo percorso utilizzando, per esempio, il controllo, o la logica.

Non è un caso che nelle tradizioni più antiche nella storia dell’umanità, le emozioni siano sempre state correlate, per analogia, all’elemento acqua!

Vediamo ora come i rimedi chiamati fiori di Bach possono aiutarci in una sana e produttiva gestione della nostra rabbia.

I Fiori di Bach per affrontare l’emozione della rabbia.

È certamente vero che i fiori di Bach possono darci un grande aiuto nel processo che abbiamo individuato come via per rendere la rabbia un’amica e una potente alleata.

I rimedi floreali che il dottor Edward Bach ha individuo sono degli estratti naturali ricavati dai fiori di piante spontanee e vengono utilizzati sin dagli anni ’30 del novecento da quella che ancora oggi è chiamata floriterapia.

Il principale campo di applicazione di questi rimedi è qualunque lavoro che abbia come fulcro di intervento la consapevolezza emotiva.

Non volendo esporre qui i principi di questa metodica, riservando il discorso ad un eventuale prossimo articolo, andiamo subito a conoscere alcuni rimedi che possono avere una particolare assonanza con la rabbia e il suo trattamento.

  1. Holly: Il fiore dell’agrifoglio ci aiuta ad affrontare quella che possiamo definire come la “rabbia calda”, ovvero quella esplosiva, improvvisa, potenzialmente violenta e distruttiva. Coinvolge la perdita di controllo e trasforma la persona che la vive in una minaccia per se e per gli altri. La rabbia trattata da Holly è quella di un marito morbosamente geloso della moglie, pieno di paura e di risentimento, pronto a vedere una minaccia dietro ogni angolo. L’assunzione del rimedio floreale agisce direttamente sul chakra del cuore, aprendo ad una comprensione e ad un amore che è compassionevole e autentico. Rimuove la gelosia, insegnandoci a vedere il mondo come un luogo caldo e ospitale.
  2. Impatiens: Riducendo immediatamente l’irritazione e l’agitazione di mente e corpo, questo bellissimo fiore è in grado di infondere un senso di calma e di pace quasi immediati, aiutando a gestire le fasi più concitate della rabbia.
  3. Cherry Plum: La perdita del controllo e dei freni inibitori indotti dalla iperattivazione dell’amidgala e dall’inibizione della corteccia prefrontale, sono il terreno di azione di questo rimedio floreale, che è indicato per chi sente di essere sul punto di impazzire e fare qualcosa di brutto, a se o agli altri. Quando la mente diviene una specie di pentola a pressione sul punto di esplodere, l’assunzione di questo rimedio produce un senso di calma e promuove l’autocontrollo, senza reprimere gli impulsi ma permettendo una loro elaborazione.
  4. Vervain: Il fiore della verbena è indicato per i caratteri caldi, iperattivi, sovraeccitati, sempre in movimento e pieni di energia, che quando provano un’emozione, la sentono il doppio degli altri. Così, la gioia è enorme, ma anche il senso di frustrazione, dovuto magari ad un percepito di ingiustizia o alla paura di un tradimento. Così il rimedio induce calma e aiuta ad avere un approccio più moderato e una risposta più equilibrata al sentire emotivo.

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Conclusione.

La rabbia è una parte naturale della nostra esperienza umana, ma imparare a gestirla è fondamentale per il benessere fisico e mentale.

Ricorda che imparare a gestire la rabbia è un processo, quindi sii gentile con te stesso/a e ricordati sempre dell’importanza di celebrare ogni tuo piccolo passo verso il miglioramento.

Gloria Moretti

Autrice

Gloria Moretti

Naturopata olistica, Costellatrice familiare, Formatrice Evolutionmandala©, Thetahealer, Numerologa, Facilitatrice Matrice del destino

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