

“La Terra ha musica per coloro che sanno ascoltare”
- proverbio dei nativi americani –
Nel ciclo eterno della vita che danza con la morte, attraversiamo momenti di particolare importanza e potenza, nei quali ci viene offerta l’opportunità di rinnovare il nostro legame con la Terra e la Natura, sancendo nuovi inizi e intenzioni e la nostra volontà di ritrovare l’equilibrio dentro e fuori di noi.
È questo, in sostanza, il senso di quello che viene chiamato un “Equinozio”, momento di transizione dal valore simbolico ed energetico molto significativo, grande opportunità per noi di rinnovare la nostra partecipazione alla vita, raccogliendo forza e ispirazione dalla Natura che ci circonda, traendo il necessario per il nostro risveglio dal legame con la Grande Madre che ci nutre dei frutti rinnovati del suo grembo.
Il significato etimologico del termine “Equinozio” deriva dal latino "Aequinoctium", composto da: "aequus", uguale, e "nox", notte, e indica il momento in cui il giorno e la notte hanno una durata approssimativamente uguale.
Questo equilibrio ideale fra le ore di luce e quelle di buio, riflette all’esterno una nostra tensione interiore, inscritta nei nostri geni, che spinge il nostro organismo e la nostra psiche alla continua ricerca di un equilibrio interiore che ci è essenziale per vivere bene e stare in buona salute.
Molti dei disturbi così diffusi e tipici di queste fasi di transizione derivano proprio da una mancanza di equilibrio interiore che si riflette in ogni area della nostra vita, invitandoci a non dimenticare mai la nostra inter-connessione con i cicli della natura e dell’universo.
Al contrario, se abbiamo buona armonia e bilanciamento, questi momenti di passaggio, nei quali siamo come sospesi fra due mondi, pronti a lasciarci alle spalle la chiusura e la rigidità dell’inverno per abbracciare la vitalità e il rinnovamento della primavera, si rivelano di grande slancio e forte carica energetica.
È opportuno ricordare che l’equilibrio è diverso per ognuno di noi e che quando vi è un eccesso o una carenza di energia, la nostra natura tende a riportarci al centro, talvolta attraverso sintomi che chiamiamo disturbi, o malattie, altre volte per mezzo di stati d’animo che ci causano disagio e ci mettono duramente alla prova. Ma in tutti i casi, si tratta sempre di un’intelligenza cellulare che mira al nostro miglior equilibrio possibile e che quando è all’opera andrebbe lasciata libera di lavorare, senza ostacolarla attraverso l’introduzione di elementi che potrebbero disturbarla.
Questo aspetto di inter-connessione e dipendenza era ben noto alle antiche culture e tradizioni del pianeta, che utilizzavano questi momenti sulla ruota dell’anno per rinnovare e onorare il loro legame con ogni spirito del Creato, chiedendo eventualmente un aiuto e un supporto per la guarigione, la prosperità e il benessere delle intere comunità.
L’Equinozio di Primavera in particolare veniva celebrato come un momento di rinascita, ricrescita e rinnovamento spirituale, nonché corporeo, e simboleggiava la rigenerazione della vita e il risveglio della natura dal suo sonno invernale; ma molto oltre la sua manifestazione fisica, in esso possiamo rintracciare l’eco di un significato ben più profondo e, dal punto di vista di chi scrive, anche molto più affascinante.
Fortunatamente, vi sono ancora alcune zone sul pianeta dove sopravvivono delle tradizioni spirituali antichissime che oggi rappresentano un patrimonio di inestimabile valore per l’intera umanità, nelle quali si possono cogliere delle straordinarie opportunità per il risveglio e la guarigione dell’uomo moderno, afflitto da ogni sorta di malattia e maledizione possibile, talmente immerso nella dittatura del progresso scientifico e tecnologico, da essere del tutto disconnesso dalla sua reale natura, che pur tuttavia sopravvive ancora nell’intelligenza biologica delle sue cellule e nel funzionamento della sua psiche.
Sto parlando delle tradizioni dei popoli cosiddetti sciamanici, o animisti, per i quali ogni cosa presente sul pianeta è da considerarsi viva, animata per l’appunto, con uno spirito, uno scopo e una missione da compiere, e un suo ruolo da giocare nell’ecosistema globale.
Vivere in armonia con il creato vuol dire riconoscere a tutto la presenza di una forma di anima, una volontà, dei bisogni, un senso di esistere, e in definitiva, una coscienza, con la quale è possibile interagire, a patto essere disposti ad utilizzare sensi e percezioni diversi dall’ordinario.
Essere vivi ed essere qui, oggi, offre a tutti noi, indipendentemente dal nostro passato e dalle credenze che possiamo aver ereditato e fatto nostre, l’opportunità di ritrovare questa connessione con il Tutto attraverso l’attivazione dei nostri sensi sottili e di una funzione della psiche che qualcuno ha definito la “super-mente” o “mente poetica”.
Così, anche noi, che viviamo talvolta oppressi e immersi in una vita che non ci lascia neanche il tempo per pensare a quello che vogliamo, che ci ammaliamo perché ci lasciamo vivere, anziché prenderci per mano e andare laddove la nostra anima anelerebbe poterci portare, e perché quando siamo totalmente disconnessi dalla natura e dagli altri esseri viventi, la nostra energia ne esce completamente depauperata, abbiamo in realtà l’opportunità di compiere qualcosa di assolutamente rivoluzionario e magico: la riconnessione al Tutto di cui siamo parte e da cui possiamo essere unicamente distinti, ma mai realmente separati.
L’Equinozio di Primavera, con la sua energia yang, espansiva e propulsiva, ci spinge esattamente in questa direzione e ci causerà problemi solo se cercheremo di opporre resistenza, rimanendo arroccati nelle nostre zone di comfort, ormai prigionieri del mondo moderno e dalla dittatura della mente razionale.
Ma come facciamo a realizzare questa riconnessione, che è a tutti gli effetti una grande operazione di ingegneria psichica sciamanica?
Possiamo farlo attraverso strumenti quali le iniziazioni, i rituali, la meditazione, la preghiera e la recitazione dei mantra, formule psichiche in grado di modificare, ricalibrandoli, i circuiti del nostro pensiero.
Così, anche per questo momento di transizione e di passaggio dalla morte alla vita, dal buio alla luce, dall’invisibile al visibile, possiamo coscientemente metterci all’opera per effettuare questo grande intervento su noi stessi, aprendoci a nuove possibilità e riallacciando un dialogo con la nostra saggezza interiore.
Prima di descrivere un semplice Rituale per questo Equinozio di Primavera, voglio soffermarmi ancora un attimo sull’importanza della ciclicità e sulla bellezza del fenomeno dell’impermanenza.
Se fossimo realmente in grado di accogliere, a cuore e mente aperti, il senso di incertezza e instabilità, quanto cambierebbe la nostra esistenza?
Soprattutto noi nel nostro Occidente, viviamo giornate ormai completamente scandite da un orologio effimero, che corre a velocità fulminea, e l’intera nostra vita è praticamente schiava e sotto la minaccia del tempo che scorre.
Il Titano e Signore indiscusso del Tempo che chiamiamo Crono, o Saturno, è l’ipostasi di questo concetto. Ricordi il mito di Crono, vero? Per non essere spodestato e rimanere sovrano incontrastato di tutto il Mondo, egli sceglie di ingoiare i propri figli appena nati.
E non è forse questo che succede anche a noi?
I nostri figli sono anche le nostre idee, i progetti, i sogni, i desideri, gli obiettivi…il tempo ce li porta via, strappandoceli inesorabilmente, uno dopo l’altro; finché un giorno ci svegliamo, e ci rendiamo conto che ormai è troppo tardi, che non abbiamo più tempo e che tutto quello che avremmo voluto è andato infine perduto.
Quanto dolore nasce, quando ci accorgiamo di quello che è passato, e di come abbiamo lasciato che venisse ingoiato dal tempo?
Ciò avviene perché abbiamo un rapporto del tutto malato con il principio del tempo e non sappiamo più vivere in armonia con esso, rispettandone i cicli, cogliendone i messaggi, ricordandoci sempre che la vita in questa dimensione è soggetta al tempo, e che così è per tutto: così noi, così i nostri sogni.
La Natura ce lo mostra, ogni anno, in ogni stagione, ma noi siamo ciechi e sordi ai suoi messaggi, finché arriva un momento in cui dobbiamo fare i conti con il modo in cui abbiamo vissuto e il valore che siamo stati in grado di dare al nostro tempo.
Riconnetterci alla ciclicità e ripristinare un flusso naturale del tempo, ci permette anche di essere maggiormente consapevoli su questo aspetto, accettando che nulla di vivo resta immutato ed eterno, che tutto è sempre in divenire e che il principio della vita è sempre legato a quello del movimento.
Perché così tante persone soffrono e vivono male i passaggi di transizione da una stagione all’altra?
Perché, in realtà, ciò che desiderano è che le cose non cambino, perché temono lo scorrere del tempo e non vivono in armonia con le leggi naturali.
Ecco come mai, anche nel linguaggio comune, si associa Crono/Saturno a qualcosa di negativo, di nefasto, a un principio di morte e distruzione.
Ma questa è solamente una faccia della medaglia!

Il Rituale dell’Equinozio di Primavera.
Materiale occorrente:
Il rituale può essere eseguito all’aperto, in giardino oppure in uno scenario naturale, ove vi siano le condizioni per non essere disturbati; oppure anche al chiuso, magari nei pressi di una finestra affacciata sul giardino o un prato.
Consigliamo di eseguirlo con la Luna Nuova, ma non è obbligatorio.
Se c’è il tempo e lo spazio, si può realizzare un piccolo altare rituale da mantenere per almeno 28 giorni, purché possa rimanere in uno spazio protetto, dove nessuno a parte te possa vederlo e toccarlo.
Come si esegue il rituale?
Fase Uno: Preparazione. In questa fase puoi realizzare un piccolo altare sacro dedicato alla celebrazione dell’equinozio o scegliere uno spazio dove eseguirlo, che sia pulito, purificato con aria fresca e dispersione di essenze o con fumigazione di erbe secche e/o incenso puro. Disponi tutti gli oggetti sull’altare o di fronte a te.
Fase Due: Connessione. Accendi la candela, siediti comodamente a terra o su un cuscino e fai una breve meditazione in cui visualizzi te stesso in mezzo ad un campo fiorito annaffiato da un tiepido sole primaverile, sentendo il calore della terra sotto i piedi e l’energia vitale che scorre da essa, entrando dentro di te attraverso la pianta dei tuoi piedi. Stai in connessione con la Madre Terra tutto il tempo che desideri, facendo esperienza dello scambio energetico che puoi avere con lei. Infine evoca gli Spiriti di Natura ad unirsi a te e a celebrare con te questo momento sacro.
Fase Tre: Rinnovamento. Apri gli occhi e scrivi su un foglio tutte le tue intenzioni per il tempo che sarà. Che si tratti di progetti, di sviluppare qualche capacità o acquisire qualche conoscenza, di trovare una casa o adottare un animale, oppure di dare più amore e compassione a te stesso, metti le tue parole e le tue intenzioni nel mondo, con fede e coraggio.
Fase Quattro: Offerta alla Terra. È giunto il momento di dare qualcosa in cambio agli spiriti di natura, affinché ti aiutino a realizzare le tue intenzioni. Prendi un po' di terra con entrambe le mani e visualizza di poter innestare in essa tutto ciò che hai scritto sul foglio. Infine, con gratitudine, lascia cadere la terra dalle tue mani, offrendola in dono alla Grande Madre. Se stai svolgendo il rituale all’aperto, puoi lasciar disperdere la terra affidandola al vento; se invece sei al chiuso, in un secondo momento sceglierai un luogo di natura dove lasciar andare la terra con le tue intenzioni.
Fase Cinque: Ringraziamento e Benedizione. Ogni rituale dovrebbe sempre concludersi con una Preghiera di ringraziamento e una Benedizione per te stesso e tutti gli esseri viventi. Lasciati ispirare dal momento e fai sgorgare le parole dal tuo cuore colmo di gratitudine; oppure, se lo desideri, puoi usare questa formula di rito:
Che ogni essere vivente sia benedetto con l’Amore e la Pace,
Che ogni essere vivente possa sempre essere in Equilibrio e in Comunione con la Terra,
Che ogni essere vivente possa custodire e proteggere il dono prezioso della Vita,
per le generazioni presenti e future.
Così sia, così è e così sarà.

Conclusioni.
Abbiamo visto come e perché celebrare questo momento magico che è l’Equinozio di Primavera, esplorandolo nel suo significato profondo, ricordando a noi stessi quanto siamo immersi in una connessione profonda, simbolica e archetipale con la Natura e con tutti gli altri esseri viventi.
Augurandoci di poterlo vivere e di non dimenticarlo, e che questo momento sacro ed energetico possa ispirarci a coltivare un nuovo modo di pensare a noi stessi e agli altri, e a vedere la natura e i nostri mondi interiori sotto nuova luce, celebriamo insieme la bellezza e la forza della vita in ogni sua forma, e riconosciamo, e onoriamo ogni giorno, il nostro ruolo nel grande, immenso, mistero dell’esistenza.

Autrice
Gloria Moretti
Naturopata olistica, Costellatrice familiare, Formatrice Evolutionmandala©, Thetahealer, Numerologa, Facilitatrice Matrice del destino
"Sinché sentirai le stelle come qualcosa sopra di te, ti mancherà lo sguardo di colui che conosce"
Friedrich Wilhelm Nietzsche