

L’alloro è un arbusto sempreverde di dimensioni molto variabili, è originario della macchia mediterranea e ha spesse foglie ovali di un intenso colore verde scuro e molto profumate. L’alloro è una pianta doica ovvero esiste una cosiddetta pianta “femmina” e una cosiddetta pianta “maschio”. Le foglie si possono usare per preparare tisane che servono a curare problemi digestivi. Sia le foglie che le bacche dell’alloro contengono olio essenziale dalle interessanti proprietà terapeutiche. Questa pianta viene utilizzata davvero in moltissimi modi: si utilizza in cucina per insaporire, per creare rimedi naturali ed anche per la produzione di saponi. Simboleggia la natura che non muore, dimostra la forza di attraversare stagioni diverse perpetuando la vita. Nella mitologia greca il Dio Apollo era considerato simbolo di saggezza, di intelligenza e veniva rappresentato con una corona di alloro posta sul capo, in seguito questo simbolo è stato adottato da condottieri e poeti come Dante Alighieri.

Nella mitologia l’alloro è considerato la pianta del dio Apollo. Il mito racconta che Apollo, fiero di aver ucciso Pitone (il serpente) con le sue frecce, se ne vantò con Cupido e nel farlo lo derise chiedendogli quali imprese importanti lui avesse compiuto. Cupido si risentì molto e decise di vendicarsi scagliando due delle sue frecce: una d'oro e l'altra di piombo. La prima aveva il potere di fare innamorare la persona trafitta e la seconda il potere di respingere l'amore. Con la prima freccia colpì Apollo e con la seconda trafisse la ninfa Dafne. Cosicché Apollo prese a corteggiare Dafne in maniera insistente, lei era disgustata da queste continue attenzioni e iniziò a respingerlo fino a che decise di fuggire. Fuggì fino ad arrivare da suo padre, il fiume Peneo, e gli chiese di trasformare la sua immagine, il padre accolse la sua preghiera e la trasformò in un alloro. Apollo disperato da quanto avveniva davanti ai suoi occhi abbracciò l’albero e decretò che da quel giorno l’alloro sarebbe stata la pianta a lui dedicata.
L’alloro trasforma il rimpianto in un nostro potente alleato, conserva in sé quell’amaro delle occasioni sfumate come: un grande amore perduto, un lavoro non accettato, un titolo di studio non conseguito o un figlio che non abbiamo avuto. Quando vogliamo trasformare un rimpianto poniamoci in piedi davanti ad un arbusto di alloro ed entriamo nella sensazione che ci provoca il rimpianto. Diamo un nome a questa emozione, sentiamola fortemente presente e ripetiamo la formula psichica:
Grazie a questo RIMPIANTO
Che porto in me con molto amore …
Farò, riuscirò, realizzerò … (obbiettivo)
Mettiamo le mani giunte a preghiera e concludiamo la formula in questo modo:
Permango nella gratitudine, nella fede e nell’entusiasmo!


Autrice
Marta Ayame
Radiestesista, radionica, cristalloterapeuta, insegnante di yoga sciamanico e forest therapy guide
"Sinché sentirai le stelle come qualcosa sopra di te, ti mancherà lo sguardo di colui che conosce"
Friedrich Wilhelm Nietzsche